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I Percorsi ecologici livornesi

Il percorso del Lòlo, Gerbidi, Lolino e la Strà d’la Lòla


1) Il percorso del Lòlo, Gerbidi, Lolino


Il primo progetto di percorso ecologico a Livorno Ferraris è nato nel 2004. È stato ideato dal Gruppo Podisti Livornese con la forte spinta del podista livornese Mario Donato, dall’Associazione Liburnum, Pro Loco e realizzato con il sostegno del Gruppo Fidas Livornese, altre associazioni locali e dall’assessorato allo Sport del Comune. Il primo dei percorsi ecologici livorese è stato denominato "Parco della camminata - Percorso Vita e Salute del Lòlo, Gerbidi e Lolino" e l’inaugurazione si è svolta il 30 maggio 2004. Grazie a questa idea è stato realizzato, proprio a due passi dal paese, un percorso ecologico dedicato a chi ama camminare, correre, pedalare o, anche, cavalcare nella natura.


    È costituito da 3 itinerari:
  1. del Lolino, il più breve, di 2,300 Km;
  2. dei Gerbidi, di 3,200 Km;
  3. del Lòlo, di 6,300 Km;

Il percorso si snoda su strade bianche (di campagna) e per 300 m su strada asfaltata, sorge nella zona tra il Convento di Santa Maria di Loreto e le frazioni livornesi di San Giacomo, Gerbidi e Mariette.

È dedicato anche alla tradizione locale, il nome "Lòlo" è, infatti, quello della tradizionale maschera del Carnevale locale e appellativo che, un tempo, in dialetto indicava gli abitanti del posto.

La stessa iniziativa è stata seguita dalle Scuole medie livornesi, che nello stesso anno in un laboratorio hanno lavorato sul percorso ecologico "Livorno, Loreto, San Giacomo", osservando e scoprendo ambiente naturale e tradizioni locali.


2) La Strà d’la Lòla


Il secondo per nascita dei percorsi ecologici livornesi prende il nome di "Strà d’la Lòla". Ed è dedicato alla donna "livornin-a".

Il percorso è stato ideato dallo stesso team promotore del percorso del Lòlo (Gruppo Podisti, Liburnum, Pro Loco) ed è stato presentato come nucleo iniziale in occasione della Festa della Donna del 2005. In concomitanza è stata organizzata una mostra fotografica sulla donna livornese e sui lavori femminili, suggellata dall’intitolazione di una pergamena alla donna "livornin-a", preparata dai ragazzi della scuola secondaria di primo grado.


Il tracciato del percorso parte dal centro del paese per dirigersi verso le frazioni, tenute e cascine con l’idea di abbracciare il paese partendo dal suo cuore (il centro), proprio come potrebbe fare una donna, in qualità di mamma, sposa, amica, sorella e nonna.


Il percorso è lungo più di 60 km, parte da Piazza Galileo Ferraris con itinerari a scelta diversi, da percorrere alla riscoperta del paese, della storia locale, delle tradizioni, della fauna e flora, dell’ambiente naturale. Coniuga, infatti, sport, ambiente e valorizzazione del territorio e permette di conoscere le radici storiche del paese, i luoghi (frazioni, costruzioni, strade), gli avvenimenti storici, le persone che vissero e lavorarono in queste terre. Inoltre, invita a riflettere sul valore di queste radici e che significato abbiano lasciato sul presente. Altro aspetto importante è quello di valorizzazione ambientale. Il percorso ecologico livornese consente di camminare tra colture ad acqua e terra (riso, mais, soia), incontrare e vedere animali tipici della zona (insetti, rane, anatre, corvi, poiane, aironi, gallinelle d’acqua, gazze, rapaci, lepri), scoprire la vegetazione vercellese, che si tinge di colori particolari a seconda della stagione. Il tutto circondato dalle colline del Monferrato, dalle Alpi, dall’azzurro del cielo. Un percorso che unisce la terra, la vita vissuta nel passato e nel presente, le strade, le cascine e le frazioni.


La Strà d’la Lòla, verso la fine del 2005, è stata inserita tra i progetti di valorizzazione di reti ecologiche promossi dalla Provincia di Vercelli, grazie al sostegno dell’Assessorato all’ambiente del Comune di Livorno Ferraris. Inoltre, grazie alla sinergia tra le associazioni che hanno promosso l’iniziativa del percorso (Gruppo Podisti, Mensile Liburnum, Pro Loco) e altri soggetti, è nato un gruppo di lavoro specifico per lo sviluppo del Progetto e si è concretizzato, il 21 febbraio 2009, nella firma di un Protocollo di Intesa tra tutti i soggetti coinvolti, che ha fissato obiettivi e tematiche di sviluppo dell’attività.


3) Il progetto "Strada Liburnasca"


(ideazione itinerario di visita ed elaborazione percorso anno 2008: Gruppo di Lavoro Strada Liburnasca

con la collaborazione di Gruppo di Lavoro Reti Ecologiche Livorno Ferraris Strà d’la Lòla)


Esistono notizie di archivio e pubblicazioni di molti esperti ed appassionati di storia locale che parlano della via Francigena e della Strada Liburnasca ed esistono una serie di chiese, strade e altre testimonianze tangibili di tale passaggio. Le testimonianze visibili e visitabili sono state inserite in un itinerario di visita del paese, denominato, appunto, "Strada Liburnasca". Alcuni di questi luoghi già si trovano lungo l’ampio percorso ecologico livornese "Strà d’la Lòla", altri sono stati aggiunti nell’itinerario specifico dedicato alla Strada Liburnasca.


Lo scopo del progetto è attingere alle notizie presenti nei libri e negli atti dei convegni e legarle ai luoghi esistenti in paese, dando vita ad un itinerario di visita che renda il tutto veramente fruibile e visibile. Un bene apprezzabile e conoscibile da parte di tutte le persone: adulti, bambini, visitatori, turisti e anche pellegrini.


Cenni storici


Anche Livorno Ferraris fu toccato da una delle varianti della Via Francigena. Il paese sorge, infatti, in un favorevole crocevia di strade. Vercelli, già in età romana, era un nodo viario importante, dove si univano strade che provenivano dai due principali passi che convogliavano in Italia pellegrini e viandanti in cammino verso Roma e la Terrasanta: il Gran San Bernardo e il Moncenisio. Dopo aver valicato le Alpi dal Moncenisio una variante del percorso attraversava la Val di Susa e Torino in direzione Vercelli. Oggi la strada in arrivo da Torino costeggia il Po e, giunta a Chivasso, ci sono tre possibilità, di cui due interessano Livorno Ferraris. Una di queste attraversa la Dora Baltea tra Borgoregio e Saluggia, passa Saluggia, Livorno Ferraris, Bianzè e prosegue verso Santhià, dove si riunisce all’altro ramo della Francigena che arriva dal Gran San Bernardo. L’altra possibilità dopo Saluggia passa Lamporo, tocca Livorno Ferraris nella Frazione Castell’Apertole e si dirige verso Vercelli e Trino. Altra variante di strada, che esiste da tempi antichissimi è quella di Aosta, Ivrea, Livorno Ferraris, Trino, Casale, Alessandria. Questa strada era detta "Strada Liburnasca" (origine di un’antica via militare romana che da Vercelli portava a Torino, guadando la Dora e che nel Medioevo prese il nome di Liburnasca). L’esistenza di una strada che attraversava il Vercellese e "portava lontano" è data anche dalla tradizione orale contadina. I vecchi tramandavano che la Via Lattea portasse fino a "San Giaco ’d Rigolisia" (Santiago di Galizia: Santiago de Compostela) e che in quella città arrivasse anche la strada che passava dalla Madonna delle Vigne (che si trova sulla collinetta nella zona di Montarolo, tra Livorno Ferraris e Trino), che arrivava alla Madonna del Palazzo (Crescentino) e che proseguiva per chissà quale luogo.

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